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domenica 29 novembre 2009

MONGOLIA Prima parte di due

Ciao a tutti
mi chiamo Alessandro Sivori, sono un ragazzo di 27 anni, di Carpi, (MO), e coltivo la passione per l'attività fisica e gli sport, specie quelli individuali. Da qualche anno mi sono approcciato al ciclismo, allenandomi settimanalmente per le strade delle mie campagne; inizialmente cominciai con una bicicletta da corsa, poi, da circa tre anni, mi dedico prevalentemente alla mountain-bike, che ha il vantaggio di consentire percorsi su terreni anche accidentati e spesso, poco scorrevoli. Lo spazio che ci divide dalla meta và guadagnato metro su metro, pedalata su pedalata, con variazioni nello sforzo dato dai diversi dislivelli e diversi terreni che si incontrano (questo, a differenza della bici da corsa, è forse uno degli aspetti che mi coinvolge di più in questo sport).
Questa passione la condivido con uno dei miei più carissimi amici, Gianluca Salati, mio coetaneo; passione che ci ha portato a scegliere molto spesso come “vacanza ideale” pedalate su lunghe distanze, in più e più giorni, dato che per noi il viaggio non è solo spostamento, ma piacere. Piacere che nasce anche dal contatto con la natura che, sinceramente, nel nostro secolo di strade e cemento e case, si fa sempre più fatica a trovare.
Lo sport, la fatica e la natura, sono questi gli elementi che rendono questa pratica snervante e noiosa agli occhi dei più ma così divertente e distensiva, lontano dalla solita routine (scusate il luogo comune). Già nell'estate 2007 scendemmo per intero la penisola italiana, dalla nostra cittadina nel mezzo della pianura padana, costeggiando la riviera Tirrenica, sino alla Calabria, a Scalea. Qualche giorno di meritato riposo e poi ritorno verso casa, costeggiando questa volta l'Adriatico, il tutto in 12 giorni di viaggio e 1800 km sulle gambe. Questa esperienza ci fece capire il nostro livello di preparazione, la nostra capacità di sopportazione fisica, insomma ci diede la spinta per intraprendere un altro viaggio, da fare l'anno successivo. Da sempre infatti avremmo voluto cercare luoghi più incontaminati e quindi anche più lontani. Inizialmente ci balenò per la testa l'idea di partire sulle due ruote dall'Italia, attraversare i Balcani, l'Asia minore e, attraverso la via della seta, giungere sino all'estremo oriente, in Cina. Dal momento che considerammo la cosa più seriamente, però, ci rendemmo conto che non avremmo potuto farlo, non per particolari difficoltà fisiche (come ci aveva dimostrato l'esperienza di Antonio La Greca, che lo aveva già fatto), ma per il tempo che avrebbe richiesto, almeno 3 mesi........
continua....

fedolfi roberto

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