HAPPY NEW YEAR a tutti gli amici a cui auguro un sereno futuro e un anno di crecita personale per migliorare i rapporti con se stessi e con gli altri.
a tutti un abbraccio grande ed energetico
fedolfi roberto
giovedì 31 dicembre 2009
mercoledì 23 dicembre 2009
NATALE
Ciao a tutti i lettori del blog. Vi auguro un Natale Allegro, interessante e divertente per tutta la famiglia. Il Natale è il più grande evento per fare acquisti per se stessi o per fare regali alle persone più care e qui potete trovare tutto quello cercate; idee regalo, libri, elettronica, casa, giardino, ufficio e tante offerte online . Qui avete la possibilità anche di Guadagnare Online iscrivendovi al circuito Gigacenter .
Trova e acquista il tuo regalo tra le varie offerte, sei sul sito giusto.
fedolfi roberto
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fedolfi roberto
giovedì 17 dicembre 2009
PIERANGELO BERTOLI
Il 10 dicembre ’09 si è tenuto al Teatro Carani di Sassuolo un concerto in onore del cantautore Pierangelo Bertoli…..
Che dire, un evento semplicemente fantastico per non dimenticare un poeta
che ha fatto della sua vita una poesia, sempre alla ricerca di quella verità semplice che contraddistingue un uomo vero. Pierangelo Bertoli nasce a Sassuolo (MO) nel novembre del 1942
Ascoltando le sue canzoni si intuisce chiaramente l’attaccamento alle sua terra tra cui l’album interamente in dialetto sassolese dal titolo "S'AT VEN IN MEINT" del 1978
Vasta è la sua discografia che si può visionare sul sito http://www.bertolifansclub.org/
Tra le sue ultime apparizioni quella in primavera per il programma di Rete 4 "La domenica del villaggio". Muore nella notte fra il 6 e il 7 ottobre al Policlinico di Modena a soli 59 anni.
info@bertolifansclub.org
www.bertolifansclub.org/
fedolfi roberto
Che dire, un evento semplicemente fantastico per non dimenticare un poeta
che ha fatto della sua vita una poesia, sempre alla ricerca di quella verità semplice che contraddistingue un uomo vero. Pierangelo Bertoli nasce a Sassuolo (MO) nel novembre del 1942
Ascoltando le sue canzoni si intuisce chiaramente l’attaccamento alle sua terra tra cui l’album interamente in dialetto sassolese dal titolo "S'AT VEN IN MEINT" del 1978
Vasta è la sua discografia che si può visionare sul sito http://www.bertolifansclub.org/
Tra le sue ultime apparizioni quella in primavera per il programma di Rete 4 "La domenica del villaggio". Muore nella notte fra il 6 e il 7 ottobre al Policlinico di Modena a soli 59 anni.
info@bertolifansclub.org
www.bertolifansclub.org/
fedolfi roberto
martedì 8 dicembre 2009
PEPERONCINO
Ciao a tutti, volevo semplicemente comunicare a tutti gli amanti del PEPERONCINO
Che ho scovato a Bardi (PR) un negozietto di prodotti biologici,
La Bottega di Cà d’Alfieri, con laboratorio di produzione di marmellate, sott’olio, sughi e salse piccanti. Per quanto riguarda il piccante hanno delle confezioni di peperoncino che lasciano a bocca aperta sia per la loro bontà che per la loro piccantezza.
La Bottega di Cà d’Alfieri
Via Pietro Cella, 86
Bardi (PR)
Tel: 0525.77174
Cell : 347.8927775
Con possibilità di ospitalità e ristorazione.
Fedolfi Roberto
Che ho scovato a Bardi (PR) un negozietto di prodotti biologici,
La Bottega di Cà d’Alfieri, con laboratorio di produzione di marmellate, sott’olio, sughi e salse piccanti. Per quanto riguarda il piccante hanno delle confezioni di peperoncino che lasciano a bocca aperta sia per la loro bontà che per la loro piccantezza.
La Bottega di Cà d’Alfieri
Via Pietro Cella, 86
Bardi (PR)
Tel: 0525.77174
Cell : 347.8927775
Con possibilità di ospitalità e ristorazione.
Fedolfi Roberto
giovedì 3 dicembre 2009
Mongolia seconda parte di due
...... Ridimensionati, ma ancora convinti di superare l'impresa dell'anno precedente, scegliemmo la Mongolia, forse uno dei pochi luoghi al mondo dove il territorio risulta ancora incontaminato e l'uomo vive secondo uno stile di vita semplice e naturale.
Dopo 5 mesi di allenamento ed un'attenta pianificazione, il primo di agosto 2008 lasciammo l'Italia alla volta di Ulan Bator, la capitale della Mongolia. Avevamo con noi, naturalmente, le nostre biciclette e l'attrezzatura necessaria: tende, sacchi a pelo, GPS, pannelli solari, fornelli da campo e viveri (pasta liofilizzata e sopratutto scatolame). Saremmo partiti dalla capitale per arrivare giù, a lambire il deserto del Gobi e poi verso l'estremo nord, sino alle città minerarie sul confine. L'aereo di ritorno ci attendeva per il 31 agosto.
Subito, ad essere onesti, ci spaventammo: Ulan Bator sa essere città caotica ed inquinata come, o forse più, le nostre metropoli occidentali, ma, appena ci allontanammo da essa, messo qualche chilometro tra noi e la civiltà, il nostro umore cambiò radicalmente: l'ansia lasciò posto allo stupore ed all'incanto.
Non è ora mia intenzione tediarvi con il minuzioso racconto del viaggio e di tutti i luoghi visitati (certe cose, dopo tutto è meglio vederle personalmente, no?): vorrei invece riuscire a spiegare un mondo che non c'è più, che forse non esiste più.
Un mondo di steppe desolate, dove il solo rumore è il vento che fischia nelle orecchie, a volte così forte ed a lungo da lasciarti stordito.
Dove giorni e giorni di nulla e paesaggi ampissimi scorrono sotto le ruote e la nostra concezione della distanza e del tempo non vale più niente. E poi vorrei anche parlarvi di loro, i Nomadi, persone così semplici, ospitali e calorose. Ed i loro accampamenti con i loro cavalli e le loro pecore e montoni, con quella carne insipida e bollita che ci hanno offerto fino alla nausea.
Poi i ragazzi che volevano a tutti i costi socializzare, gesticolando ed offrendoci vodka fortissima (e qui un problema per i futuri viaggiatori: se non bevi si offendono, ma se bevi poi il giorno dopo la bicicletta te lo ricorda che l'alcool non aiuta il fisico..). Poi ancora le montagne del nord e la Via Lattea che si scorge nitida, il freddo e le notti a dormire insieme a loro nelle tende avvolti da coperte di lana accogliente e grezza.
Dopo 30 giorni di bicicletta e 1200 (faticosi) km tornammo ad Ulan Bator ed in Italia, stanchi, dimagriti per lo sforzo, ma felici per tutto quello che avevamo visto e, sopratutto per il privilegio di aver vissuto una realtà che ormai non esiste più.
Spero che questo mia racconto abbia destato la vostra curiosità; è un viaggio che consiglio a tutti, bisogna però esser allenati, determinati, attrezzati ed aver la voglia di fare molta fatica, fatica che però vi verrà completamente ricompensata da tutte quelle emozioni che un simile viaggio in bicicletta può dare…………
se volete mettervi in contatto con noi nel caso qualcuno volesse informazioni:
346/3536092 Alessandro
349/6045413 Gianluca
vorrei lasciarvi con una frase di N. Pantaleoni che rispecchia molto questa filosofia
“Polvere e sudore:
dietro di me quello che ho già visto,
davanti a me ciò che non posso immaginare.”
fedolfi roberto
Dopo 5 mesi di allenamento ed un'attenta pianificazione, il primo di agosto 2008 lasciammo l'Italia alla volta di Ulan Bator, la capitale della Mongolia. Avevamo con noi, naturalmente, le nostre biciclette e l'attrezzatura necessaria: tende, sacchi a pelo, GPS, pannelli solari, fornelli da campo e viveri (pasta liofilizzata e sopratutto scatolame). Saremmo partiti dalla capitale per arrivare giù, a lambire il deserto del Gobi e poi verso l'estremo nord, sino alle città minerarie sul confine. L'aereo di ritorno ci attendeva per il 31 agosto.
Subito, ad essere onesti, ci spaventammo: Ulan Bator sa essere città caotica ed inquinata come, o forse più, le nostre metropoli occidentali, ma, appena ci allontanammo da essa, messo qualche chilometro tra noi e la civiltà, il nostro umore cambiò radicalmente: l'ansia lasciò posto allo stupore ed all'incanto.
Non è ora mia intenzione tediarvi con il minuzioso racconto del viaggio e di tutti i luoghi visitati (certe cose, dopo tutto è meglio vederle personalmente, no?): vorrei invece riuscire a spiegare un mondo che non c'è più, che forse non esiste più.
Un mondo di steppe desolate, dove il solo rumore è il vento che fischia nelle orecchie, a volte così forte ed a lungo da lasciarti stordito.
Dove giorni e giorni di nulla e paesaggi ampissimi scorrono sotto le ruote e la nostra concezione della distanza e del tempo non vale più niente. E poi vorrei anche parlarvi di loro, i Nomadi, persone così semplici, ospitali e calorose. Ed i loro accampamenti con i loro cavalli e le loro pecore e montoni, con quella carne insipida e bollita che ci hanno offerto fino alla nausea.
Poi i ragazzi che volevano a tutti i costi socializzare, gesticolando ed offrendoci vodka fortissima (e qui un problema per i futuri viaggiatori: se non bevi si offendono, ma se bevi poi il giorno dopo la bicicletta te lo ricorda che l'alcool non aiuta il fisico..). Poi ancora le montagne del nord e la Via Lattea che si scorge nitida, il freddo e le notti a dormire insieme a loro nelle tende avvolti da coperte di lana accogliente e grezza.
Dopo 30 giorni di bicicletta e 1200 (faticosi) km tornammo ad Ulan Bator ed in Italia, stanchi, dimagriti per lo sforzo, ma felici per tutto quello che avevamo visto e, sopratutto per il privilegio di aver vissuto una realtà che ormai non esiste più.
Spero che questo mia racconto abbia destato la vostra curiosità; è un viaggio che consiglio a tutti, bisogna però esser allenati, determinati, attrezzati ed aver la voglia di fare molta fatica, fatica che però vi verrà completamente ricompensata da tutte quelle emozioni che un simile viaggio in bicicletta può dare…………
se volete mettervi in contatto con noi nel caso qualcuno volesse informazioni:
346/3536092 Alessandro
349/6045413 Gianluca
vorrei lasciarvi con una frase di N. Pantaleoni che rispecchia molto questa filosofia
“Polvere e sudore:
dietro di me quello che ho già visto,
davanti a me ciò che non posso immaginare.”
fedolfi roberto
domenica 29 novembre 2009
MONGOLIA Prima parte di due
Ciao a tutti
mi chiamo Alessandro Sivori, sono un ragazzo di 27 anni, di Carpi, (MO), e coltivo la passione per l'attività fisica e gli sport, specie quelli individuali. Da qualche anno mi sono approcciato al ciclismo, allenandomi settimanalmente per le strade delle mie campagne; inizialmente cominciai con una bicicletta da corsa, poi, da circa tre anni, mi dedico prevalentemente alla mountain-bike, che ha il vantaggio di consentire percorsi su terreni anche accidentati e spesso, poco scorrevoli. Lo spazio che ci divide dalla meta và guadagnato metro su metro, pedalata su pedalata, con variazioni nello sforzo dato dai diversi dislivelli e diversi terreni che si incontrano (questo, a differenza della bici da corsa, è forse uno degli aspetti che mi coinvolge di più in questo sport).
Questa passione la condivido con uno dei miei più carissimi amici, Gianluca Salati, mio coetaneo; passione che ci ha portato a scegliere molto spesso come “vacanza ideale” pedalate su lunghe distanze, in più e più giorni, dato che per noi il viaggio non è solo spostamento, ma piacere. Piacere che nasce anche dal contatto con la natura che, sinceramente, nel nostro secolo di strade e cemento e case, si fa sempre più fatica a trovare.
Lo sport, la fatica e la natura, sono questi gli elementi che rendono questa pratica snervante e noiosa agli occhi dei più ma così divertente e distensiva, lontano dalla solita routine (scusate il luogo comune). Già nell'estate 2007 scendemmo per intero la penisola italiana, dalla nostra cittadina nel mezzo della pianura padana, costeggiando la riviera Tirrenica, sino alla Calabria, a Scalea. Qualche giorno di meritato riposo e poi ritorno verso casa, costeggiando questa volta l'Adriatico, il tutto in 12 giorni di viaggio e 1800 km sulle gambe. Questa esperienza ci fece capire il nostro livello di preparazione, la nostra capacità di sopportazione fisica, insomma ci diede la spinta per intraprendere un altro viaggio, da fare l'anno successivo. Da sempre infatti avremmo voluto cercare luoghi più incontaminati e quindi anche più lontani. Inizialmente ci balenò per la testa l'idea di partire sulle due ruote dall'Italia, attraversare i Balcani, l'Asia minore e, attraverso la via della seta, giungere sino all'estremo oriente, in Cina. Dal momento che considerammo la cosa più seriamente, però, ci rendemmo conto che non avremmo potuto farlo, non per particolari difficoltà fisiche (come ci aveva dimostrato l'esperienza di Antonio La Greca, che lo aveva già fatto), ma per il tempo che avrebbe richiesto, almeno 3 mesi........
continua....
fedolfi roberto
mi chiamo Alessandro Sivori, sono un ragazzo di 27 anni, di Carpi, (MO), e coltivo la passione per l'attività fisica e gli sport, specie quelli individuali. Da qualche anno mi sono approcciato al ciclismo, allenandomi settimanalmente per le strade delle mie campagne; inizialmente cominciai con una bicicletta da corsa, poi, da circa tre anni, mi dedico prevalentemente alla mountain-bike, che ha il vantaggio di consentire percorsi su terreni anche accidentati e spesso, poco scorrevoli. Lo spazio che ci divide dalla meta và guadagnato metro su metro, pedalata su pedalata, con variazioni nello sforzo dato dai diversi dislivelli e diversi terreni che si incontrano (questo, a differenza della bici da corsa, è forse uno degli aspetti che mi coinvolge di più in questo sport).
Questa passione la condivido con uno dei miei più carissimi amici, Gianluca Salati, mio coetaneo; passione che ci ha portato a scegliere molto spesso come “vacanza ideale” pedalate su lunghe distanze, in più e più giorni, dato che per noi il viaggio non è solo spostamento, ma piacere. Piacere che nasce anche dal contatto con la natura che, sinceramente, nel nostro secolo di strade e cemento e case, si fa sempre più fatica a trovare.
Lo sport, la fatica e la natura, sono questi gli elementi che rendono questa pratica snervante e noiosa agli occhi dei più ma così divertente e distensiva, lontano dalla solita routine (scusate il luogo comune). Già nell'estate 2007 scendemmo per intero la penisola italiana, dalla nostra cittadina nel mezzo della pianura padana, costeggiando la riviera Tirrenica, sino alla Calabria, a Scalea. Qualche giorno di meritato riposo e poi ritorno verso casa, costeggiando questa volta l'Adriatico, il tutto in 12 giorni di viaggio e 1800 km sulle gambe. Questa esperienza ci fece capire il nostro livello di preparazione, la nostra capacità di sopportazione fisica, insomma ci diede la spinta per intraprendere un altro viaggio, da fare l'anno successivo. Da sempre infatti avremmo voluto cercare luoghi più incontaminati e quindi anche più lontani. Inizialmente ci balenò per la testa l'idea di partire sulle due ruote dall'Italia, attraversare i Balcani, l'Asia minore e, attraverso la via della seta, giungere sino all'estremo oriente, in Cina. Dal momento che considerammo la cosa più seriamente, però, ci rendemmo conto che non avremmo potuto farlo, non per particolari difficoltà fisiche (come ci aveva dimostrato l'esperienza di Antonio La Greca, che lo aveva già fatto), ma per il tempo che avrebbe richiesto, almeno 3 mesi........
continua....
fedolfi roberto
venerdì 27 novembre 2009
ABITUDINI.......
Abitudine,
questa parola che usiamo normalmente nel nostro linguaggio quotidiano, racchiude molteplici significati e modi comportamentali che spaziano dal più sano modo di vivere come ad es. fare dello sport, al modo che può essere
nocivo per il nostro corpo o la nostra mente.
Le abitudini sono la nostra gestualità quotidiana, il nostro modo di parlare ed esprimerci, il nostro modo di alimentarci ed anche il modo in cui respiriamo.
Per questo, visto che le abitudini sono quello che noi siamo,
ogni tanto dovremmo chiederci se quelle abitudini che ci accompagnano sono buone o cattive.
Soffermarci ogni tanto a chiederci se soprattutto quelle abitudini che io classifico ACCESSORIE, siamo in grado di farne a meno o se ne siamo schiavi.
Quindi ne deduco che è molto meglio avere delle sane e buone abitudini.
Fedolfi Roberto
questa parola che usiamo normalmente nel nostro linguaggio quotidiano, racchiude molteplici significati e modi comportamentali che spaziano dal più sano modo di vivere come ad es. fare dello sport, al modo che può essere
nocivo per il nostro corpo o la nostra mente.
Le abitudini sono la nostra gestualità quotidiana, il nostro modo di parlare ed esprimerci, il nostro modo di alimentarci ed anche il modo in cui respiriamo.
Per questo, visto che le abitudini sono quello che noi siamo,
ogni tanto dovremmo chiederci se quelle abitudini che ci accompagnano sono buone o cattive.
Soffermarci ogni tanto a chiederci se soprattutto quelle abitudini che io classifico ACCESSORIE, siamo in grado di farne a meno o se ne siamo schiavi.
Quindi ne deduco che è molto meglio avere delle sane e buone abitudini.
Fedolfi Roberto
martedì 3 novembre 2009
Mental Training nello Sport

È possibile incrementare sensibilmente le prestazioni sportive ricorrendo a tecniche di rilassamento e di concentrazione?
Il Mental Training dice di sì. 'L'allenamento della mente' addestra infatti l'atleta a riconoscere e a sfruttare al meglio le proprie potenzialità, ad aumentare le proprie capacità di attenzione e di autocontrollo, a dominare l'ansia da prestazione durante le gare.
L'uso delle tecniche illustrate in questo libro non solo migliora il rendimento sportivo, ma favorisce anche l'autostima, le relazioni con gli altri, un atteggiamento positivo nei confronti della vita.
Il Mental Training dice di sì. 'L'allenamento della mente' addestra infatti l'atleta a riconoscere e a sfruttare al meglio le proprie potenzialità, ad aumentare le proprie capacità di attenzione e di autocontrollo, a dominare l'ansia da prestazione durante le gare.
L'uso delle tecniche illustrate in questo libro non solo migliora il rendimento sportivo, ma favorisce anche l'autostima, le relazioni con gli altri, un atteggiamento positivo nei confronti della vita.
giovedì 29 ottobre 2009
risposta pensiero .........2009
Andrea Morandi 28 ottobre alle ore 19.32
Aug!! Bob 6 grande !!! Hai un sacco di potenza , lasciala fluire nelle cose giuste che ti piacciono e sono sicuro che darai e riceverai tanta bella roba . E' sempre un piacere stare con te e Giulia . Peccato che anche l'ultima volta il tempo a disposizione fosse poco ,ma mi auguro e spero ci saranno ancora tante occasioni. Grazie Bob , grazie x tante cose ,tanti momenti. Nel caso Se posso x qualsiasi cosa.. lo SAI !!! Un Abbraccio !(Non ridere stronzetto, mi sono ri tosato ,puoi visualizzarmi un po' piu' attendibile)
Aug!! Bob 6 grande !!! Hai un sacco di potenza , lasciala fluire nelle cose giuste che ti piacciono e sono sicuro che darai e riceverai tanta bella roba . E' sempre un piacere stare con te e Giulia . Peccato che anche l'ultima volta il tempo a disposizione fosse poco ,ma mi auguro e spero ci saranno ancora tante occasioni. Grazie Bob , grazie x tante cose ,tanti momenti. Nel caso Se posso x qualsiasi cosa.. lo SAI !!! Un Abbraccio !(Non ridere stronzetto, mi sono ri tosato ,puoi visualizzarmi un po' piu' attendibile)
fedolfi roberto
EQUILIBRIO EMOZIONALE
Ogni forma di turbolenza interiore (stress emotivo) deriva dal rifiuto di se stessi.Da dove proviene questo rifiuto di sè? Dentro di noi abbiamo quello che viene definito il "Giudice Interiore", che normalmente percepiamo come una voce interiore.Questo "Giudice Interiore" è il risultato dell'esperienza di socializzazione vissuta con i nostri genitori.Essi ci hanno condizionato e allenato per la sopravvivenza, insegnandoci quali comportamenti sono sbagliati,cattivi,pericolosi,fastidiosi,degni d'amore,accettabili,buoni ecc. ecc.Quando non eravamo all'altezza delle loro aspettative,venivamo puniti in un modo o nell'altro.A tutti noi è rimasto qualche residuo emotivo di questo condizionamento.Si tratta di ricordi consci,ma anche inconsci,di tutte le volte che in cui ci siamo sentiti cattivi o rifiutati per qulche cosa che avevamo fatto.Abbiamo anche avuto il compito quasi impossibile di distinguere il tra comportamento e identità.Quando venivamo frequentemente richiamati alla disciplina o corretti,credevamo che ci fosse qualcosa di sbagliato in noi e ci sentivamo senza speranza e cattivi.Sono questi inevitabili traumi sottili che hanno l'impatto più devastante sulla nostra autostima.
Tratto dal libro EQUILIBRIO EMOZIONALE di Roy Martina
fedolfi roberto
mercoledì 28 ottobre 2009
GUADAGNARE CON INTERNET
guadagnare soldi in internet è Opportunità di guadagno senza dover uscire di casa per lavorare, anzi, restando comodamente seduti a casa si può Guadagnare online senza spendere un soldo per gestire un sito, questo si può fare anche con un semplice blog.un saluto a tutti.
fedolfi roberto
fedolfi roberto
lunedì 26 ottobre 2009
domenica 25 ottobre 2009
Un Parco Nel Centro Di Barcellona: Il Parco De La Ciutadella
Il Parco de la Ciutadella rappresenta per Barcellona una delle non comuni zone in cui è possibile concedersi una pausa di relax e staccare dalla frenetica vita della cittá. Il parco è una delle aree verdi del centro e si situa a ridosso del Borne, uno dei quartieri della storica cittá vecchia.
Il Parco de la Ciutadella si trova all’interno del perimetro in cui in passato era stata edificata la cittadella militare fortificata (da lì il nome); ancora oggi sono presenti gli edifici storici dell’epoca, come il Palau del Governador e l’Arsenale della Ciutadella che oggi ospita addirittura il Parlamento della Catalogna.
Il Parco della Ciutadella è ricco di anche di molte opere d’arte: diverse statue ritraenti artisti e letterati sono disseminate un po’ in ogni angolo del giardino. Alcuni esempi sono le statue di Victor Balaguer e Bonaventura Carles Aribau, opera di Manuel Fuxá o il poeta Joan Maragall di Eusebi Arnau.
Di fronte all’edificio del Parlamento puoi incontrare uno stagno ovale, al centro del quale si trova una delle piú belle sculture del Modernismo catalano: il “Desconsol” di Josep Llimona (1903). E’ possibile noleggiare delle barchette e concedersi un breve romantico giro.
Il Parco de la Ciutadella ospita anche lo zoo di Barcellona in cui è possibile ammirare circa 7000 animali per piú di 500 specie. Se sei interessato puoi spendere anche una vista anche al Museo Zoologico. Non mancare soprattutto la bellissima cascata, opera di Jospe Fontserè, maestro del giovane Antoni Gaudí, restaurata nel 1992 e ospitante diverse importanti sculture.
Raggiungere il Parco de la Ciutadella non è difficile in quanto la zona è ben servita dai mezzi pubblici: autobus (anche dal “bus turistic”) e metro. La linea metropolitana piú vicina è la linea rossa L1, fermata Arc de Triomphe, o quella gialla (L4), Ciutadella / Villa Olimpica o anche Barceloneta.
Il parco è servito inoltre da numerose stazioni di Bicing, il servizio di bike sharing pubblico locale: i residenti di Barcellona che hanno accesso a questo servizio lo possono sfruttare dato che sono presenti alcune stazione di fronte all’ingresso principale, vicino all’Arc de Triomphe e un po’ piú in giú, accanto all’ingresso consentito alle auto, vicino alla Estació de França.
Per il tuo alloggio, puoi prenotare uno dei numerosi appartamenti a Barcellona in affitto per brevi soggiorni o vacanze: la vicinanza a questo bellissimo parco è un notevole plus.
Prenditi insomma una pausa dalla frenetica vita del centro cittá e goditi la simpatica e tranquilla atmosfera del parco de la Ciutadella, una tappa da non mancare durante il tuo prossimo viaggio a Barcellona. -->
Fonte: Article Marketing Italia
andreawww
Il Parco de la Ciutadella si trova all’interno del perimetro in cui in passato era stata edificata la cittadella militare fortificata (da lì il nome); ancora oggi sono presenti gli edifici storici dell’epoca, come il Palau del Governador e l’Arsenale della Ciutadella che oggi ospita addirittura il Parlamento della Catalogna.
Il Parco della Ciutadella è ricco di anche di molte opere d’arte: diverse statue ritraenti artisti e letterati sono disseminate un po’ in ogni angolo del giardino. Alcuni esempi sono le statue di Victor Balaguer e Bonaventura Carles Aribau, opera di Manuel Fuxá o il poeta Joan Maragall di Eusebi Arnau.
Di fronte all’edificio del Parlamento puoi incontrare uno stagno ovale, al centro del quale si trova una delle piú belle sculture del Modernismo catalano: il “Desconsol” di Josep Llimona (1903). E’ possibile noleggiare delle barchette e concedersi un breve romantico giro.
Il Parco de la Ciutadella ospita anche lo zoo di Barcellona in cui è possibile ammirare circa 7000 animali per piú di 500 specie. Se sei interessato puoi spendere anche una vista anche al Museo Zoologico. Non mancare soprattutto la bellissima cascata, opera di Jospe Fontserè, maestro del giovane Antoni Gaudí, restaurata nel 1992 e ospitante diverse importanti sculture.
Raggiungere il Parco de la Ciutadella non è difficile in quanto la zona è ben servita dai mezzi pubblici: autobus (anche dal “bus turistic”) e metro. La linea metropolitana piú vicina è la linea rossa L1, fermata Arc de Triomphe, o quella gialla (L4), Ciutadella / Villa Olimpica o anche Barceloneta.
Il parco è servito inoltre da numerose stazioni di Bicing, il servizio di bike sharing pubblico locale: i residenti di Barcellona che hanno accesso a questo servizio lo possono sfruttare dato che sono presenti alcune stazione di fronte all’ingresso principale, vicino all’Arc de Triomphe e un po’ piú in giú, accanto all’ingresso consentito alle auto, vicino alla Estació de França.
Per il tuo alloggio, puoi prenotare uno dei numerosi appartamenti a Barcellona in affitto per brevi soggiorni o vacanze: la vicinanza a questo bellissimo parco è un notevole plus.
Prenditi insomma una pausa dalla frenetica vita del centro cittá e goditi la simpatica e tranquilla atmosfera del parco de la Ciutadella, una tappa da non mancare durante il tuo prossimo viaggio a Barcellona. -->
Fonte: Article Marketing Italia
andreawww
giovedì 22 ottobre 2009
PENSIERO . . . . . . estate 2009
E’ con grande gioia che scrivo queste righe.
Gioia che è data dal valore dell’amicizia, questo valore che è presente in ognuno di noi e
che grazie a questo valore ho avuto la possibilità nel mese di settembre,
di poter constatare ben saldo in alcuni colleghi di lavoro,
ma certamente più che colleghi, dei veri e propri amici.
Amicizia data da vicissitudini che ci hanno legato in maniera indissolubile nel tempo a venire
e che la distanza non potrà mai scalfire.
Questo sentimento che si crea in alcuni molto lentamente e ad altri in modo quasi istantaneo,
ma la forza del legante non cambia.
E proprio grazie all’amicizia abbiamo avuto e ci siamo dati la possibilità di riunirci in Sardegna
e trascorrere una settimana all’insegna della spensieratezza.
Settimana trascorsa ad osservare lo sport del kitesurf, tra chiacchiere, birra e musica,
nella bellissima spiaggia di San Teodoro.
Momenti unici per quest’anno, ma la voglia di ripeterci è presente in ognuno di noi
e nonostante gli impegni lavorativi, famigliari e sentimentali dentro di noi sappiamo che, ritagliare un momento tutto nostro, non è solo una scusa per poter fare delle ferie aggiuntive,
ma è anche un momento di crescita personale, ognuno a modo suo, sa che porterà a casa un pezzettino di qualcosa che lo aiuterà a stare meglio con sé stesso e di conseguenza anche con coloro che lo circondano………………
Un grazie sentitissimo Andrea, a presto.
fedolfi roberto
Gioia che è data dal valore dell’amicizia, questo valore che è presente in ognuno di noi e
che grazie a questo valore ho avuto la possibilità nel mese di settembre,
di poter constatare ben saldo in alcuni colleghi di lavoro,
ma certamente più che colleghi, dei veri e propri amici.
Amicizia data da vicissitudini che ci hanno legato in maniera indissolubile nel tempo a venire
e che la distanza non potrà mai scalfire.
Questo sentimento che si crea in alcuni molto lentamente e ad altri in modo quasi istantaneo,
ma la forza del legante non cambia.
E proprio grazie all’amicizia abbiamo avuto e ci siamo dati la possibilità di riunirci in Sardegna
e trascorrere una settimana all’insegna della spensieratezza.
Settimana trascorsa ad osservare lo sport del kitesurf, tra chiacchiere, birra e musica,
nella bellissima spiaggia di San Teodoro.
Momenti unici per quest’anno, ma la voglia di ripeterci è presente in ognuno di noi
e nonostante gli impegni lavorativi, famigliari e sentimentali dentro di noi sappiamo che, ritagliare un momento tutto nostro, non è solo una scusa per poter fare delle ferie aggiuntive,
ma è anche un momento di crescita personale, ognuno a modo suo, sa che porterà a casa un pezzettino di qualcosa che lo aiuterà a stare meglio con sé stesso e di conseguenza anche con coloro che lo circondano………………
Un grazie sentitissimo Andrea, a presto.
fedolfi roberto
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